Bimbo morto a Modica. I giornali: “la madre era già indagata per maltrattamenti”

Tragedia di Modica, arrivano novità

A fine maggio e inizio luglio, riferiscono corriere.it, fanpage.it e tgcom24, il piccolo Evan è finito più volte al pronto soccorso.

In una di quelle occasioni era emersa una frattura scomposta del femore destro. Poi una ferita infetta e una frattura alla clavicola sinistra. La mamma aveva riferito una caduta durante il gioco. Il medico di turno non aveva creduto alla ricostruzione ed aveva segnalato l’accaduto alla polizia La polizia a sua volta aveva presentato una relazione alla Procura.

La mamma di Evan, spiega ancora il quotidiano online, era indagata. Evan lo sappiamo, è morto a anno e mezzo. Secondo l’accusa però le lesioni che lo hanno portato alla morta sarebbero state procurate dal convivente della donna.

I due, lei di 23 e lui di 32 anni, è in carcere per omicidio in concorso.

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Nell’ambito dell’inchiesta sulla morte del bambino è stato effettuato un sopralluogo nella casa della coppia, a Rosolini, dove è stato sequestrata la fodera di un cuscino della culla dove la polizia scientifica ha trovato tracce di sangue.

L’avvocato: “La madre è estranea”

“Non eravamo a conoscenza dell’indagine per maltrattamenti in famiglia a carico di Letizia Spatola”, ha affermato Natale Di Stefano, avvocato di Letizia Spatola.

“Tra mercoledì e giovedì con la mia assistita valuteremo l’opportunità di impugnare la decisione del gip sulla misura cautelare con una istanza al tribunale del riesame”, ha aggiunto il legale.

La donna ha rigettato ogni addebito affermando a più riprese di non avere mai maltrattato il figlioletto.

La mamma davanti al gip

“Chiedo giustizia per mio figlio. Sono stata plagiata dal mio compagno e solo ora me ne sono resa conto”. Sarebbero state invece le parole pronunciate davanti al gip del Tribunale di Ragusa da Letizia Spatola. Lo riferisce il quotidiano online Huffingtonpost.

“Spatola ha rigettato ogni addebito affermando a più riprese di non avere mai maltrattato il bimbo e che se a farlo fosse stato stato il convivente, ciò sarebbe avvenuto in sua assenza. Relativamente al giorno della tragedia, la donna ha riferito di avere lasciato il figlioletto di 21 mesi in custodia al convivente.”