Nuova terapia anti psoriasi “pulisce” la pelle nell’80% dei pazienti: in Italia 1,1 milioni di casi

Recentemente l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha approvato e reso rimborsabile un nuovo farmaco biologico contro la psoriasi, una diffusa patologia infiammatoria della pelle caratterizzata da una proliferazione abnorme dei cheratinociti (le cellule più numerose dell’epidermide) che determina la formazione di “placche rilevate, di colore rosso acceso, rivestite da squame biancastre”, come specificato dall’Istituto Humanitas. Il principio attivo, chiamato risankizumab, ha dimostrato la sua ampia efficacia e sicurezza negli studi clinici, rappresentando una delle armi più efficaci per il trattamento della psoriasi nei pazienti adulti, colpiti dalle forme da moderata a grave.

Chi colpisce la psoriasi
Il risankizumab, sviluppato e commercializzato in collaborazione tra la casa farmaceutica tedesca Boehringer Ingelheim e quella americana AbbVie, è stato approvato per il trattamento della psoriasi a placche il 23 aprile 2019 dalla Food and Drug Administration (FDA), l’agenzia federale americana che si occupa di regolamentare farmaci, prodotti alimentari e terapie sperimentali. Poco dopo è arrivato il via libera dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e infine quello dell’AIFA. La terapia è ora disponibile in tutte le regioni italiane e rappresenta un nuovo baluardo nel contrasto a questa patologia, che può avere un impatto devastante anche a livello psicologico (in particolar modo nel periodo estivo). Si stima che nel mondo colpisca tra l’1 e il 5 percento della popolazione mondiale, come sottolineato dall’autorevole Manuale MSD per i professionisti della medicina; in Italia si contano circa 1,1 milioni di pazienti. La psoriasi “può colpire a tutte le età e interessare qualsiasi parte della cute”, spiega l’Istituto Humanitas, ma l’insorgenza suggerisce un andamento bimodale, si spiega nel Manuale MSD, con una comparsa “di solito verso 16-22 anni o 57-60 anni”, pur potendo manifestarsi a qualunque fascia d’età.

Come agisce il risankizumab
Il risankizumab è un anticorpo monoclonale (dunque semi-sintetico, sviluppato in laboratorio) che ha come bersaglio l’interleuchina 23A (IL-23A), una proteina proinfiammatoria prodotta da cellule dendritiche e macrofagi che fa parte delle citochine. Gioca un ruolo fondamentale nella risposta infiammatoria. Tenendo “a bada” questa proteina, il risankizumab è in grado di garantire una pulizia della pelle dalle lesioni sensibilmente più efficace rispetto ad altri trattamenti. “Più dell’80 percento dei pazienti ottiene una pelle quasi o completamente pulita già dopo le prime somministrazioni, e i risultati si mantengono nel tempo con un profilo di sicurezza molto elevato”, aveva sottolineato il professor Francesco Cusano, presidente dell’Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani (ADOI). “Oggi abbiamo una nuova opzione terapeutica che può aiutare a raggiungere e mantenere una remissione delle placche psoriasiche in un’elevata percentuale di pazienti”, ha aggiunto la dottoressa Ketty Peris, presidente della Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e di malattie sessualmente trasmesse (SIDEMAST).

Le cause della psoriasi
Ad oggi non esiste “una causa associabile alla psoriasi in maniera univoca”, spiega l’Istituto Humanitas, ma ci sono fattori che possono contribuire a farla emergere nelle persone suscettibili. Tra quelli citati dal centro di ricerca, vi sono lo stress (considerato una delle fonti principali), farmaci, traumi, infezioni e trattamenti con corticosteroidi. La nuova terapia per contrastarla si basa su una duplice iniezione sottocutanea ogni 3 mesi, mentre le dosi di avvio vanno somministrate alla settimana 0 e alla quarta settimana. I quattro studi clinici che hanno portato all’approvazione del farmaco hanno ottenuto risultati significativi nei due parametri chiamati Psoriasis Area and Severity Index (Pasi 90) e Physician Global Assessment (sPGA), relativi alla pulizia della pelle dalle lesioni che caratterizzano la psoriasi. La speranza è che grazie al risankizumab moltissimi pazienti possano liberarsi totalmente o quasi dalla condizione. Come specificato dal professor Giuseppe Micali della Clinica Dermatologica dell’Università di Catania, i pazienti con psoriasi moderata e grave dovrebbero rivolgersi a centri specializzati per ottenere la migliore assistenza possibile.

 

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