“Il Coronavirus diventerà una normale influenza”: parla il virologo Massimo Clementi

Massimo Clementi: “Questo Coronavirus se continua così potrebbe adattarsi all’ospite” perdendo dunque la sua potenza”

Massimo Clementi da Gruber e Corriere della Sera. Il dibattito sul futuro del Coronavirus si arricchisce.

Questa volta a rilasciare dichiarazioni è il direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia all’Ospedale San Raffaele Massimo Clementi. L’esperto, ricopre anche il ruolo di professore all’Università Vita Salute San Raffaele.

“Il Coronavirus ha perso la sua potenza e diventerà una normale influenza”. Sono queste le dichiarazioni dell’esperto, che si è espresso a Otto e Mezzo condotta da Lilli Gruber.

Massimo Clementi apre infatti all’ipotesi che l’attuale Coronavirus possa notevolmente ridursi con l’arrivo della stagione più calda per poi, come ipotizzano numerosi esperti, ripresentarsi nuovamente in in autunno.

Questa volta però, potrebbe ripresentarsi sotto forma di una banale influenza. Stando ad altre considerazioni però il virus sarebbe già mutato perdendo forza.

“L’analisi del profilo clinico della malattia dimostra che il virus è mutato. All’inizio arrivavano 100 persone al pronto soccorso, la maggior parte delle quali avevano necessità di ricovero in terapia intensiva, adesso non arrivano più” ha dichiarato Massimo Clementi.

Già negli scorsi giorni Massimo Clementi, intervistato dal Corriere della Sera, aveva espresso una considerazione simile.

Il virologo si era infatti detto convinto che il Coronavirus si fosse indebolito rispetto a due mesi fa.

Notevole infatti sarebbe il calo dei ricoverati registrati negli ultimi giorni.

“Nella fase più drammatica dell’epidemia arrivavano circa 80 persone al giorno in Pronto soccorso e la maggior parte necessitava di ricovero in terapia intensiva. Le cose sono cambiate da un paio di settimane, i reparti si stanno man mano liberando”

“L’infezione – aveva continuato – non arriva più alla fase gravissima della cosiddetta tempesta citochinica, in cui le persone rischiano la vita. In generale, sono in forte calo i pazienti che hanno bisogno di ospedalizzazione. L’epidemia c’è ancora, ma dal punto di vista clinico si sta svuotando”.

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