Al via al REM, il reddito a sostegno delle fasce più deboli. Ecco i requisiti

L’ipotesi del reddito di emergenza si fa sempre più concreta. E da reddito potrebbe diventare “contributo”da inserire nel piano “decreto di maggio”.

Perciò formalmente temporaneo, erogato per due mensilità, come ipotizzato dall’inizio.

Le valutazioni sono ora in corso.

Tecnicamente pare si chiamerà “Rem” (reddito di emergenza, ndr), ovvero quello strumento che proverà a tutelare i nuclei familiari in condizioni di necessità economica per le gravi conseguenze dovute dall’emergenza coronavirus, per tutte quelle fasce non coperte dagli attuali aiuti previsti dal Governo. Il Rem dovrebbe oscillare tra i 400 e gli 800 euro, a seconda della composizione del nucleo familiare.

Chi potrà richiederlo?
Per poter ottenere il reddito di emergenza bisognerà avere una serie di requisiti quali la residenza in Italia, un patrimonio mobiliare inferiore ai 10 mila euro (accresciuto di 5 mila euro per ogni componente successivo al primo, ma fino ad un massimo di 20 mila euro) con un Isee inferiore comunque a 15 mila euro.

Nel frattempo, il ministro del lavoro Nunzia Catalfo ha illustrato le ipotesi durante un incontro con le sigle sindacali.

Oltre al “reddito/contributo di emergenza” sono allo studio indennizzi per “stagionali e autonomi, congedi parentali e bonus baby sitter”. L’uso dovrebbe essere allargato, secondo quanto riferisce il ministro, ai servizi per l’infanzia e ai centri estivi.

Un’altra ipotesi è la proroga allo stop ai licenziamenti per tre mesi

Il blocco dovrebbe essere prorogato di tre mesi. Ai rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, il ministro ha spiegato che il blocco dei licenziamenti dovrebbe essere portato da due a cinque mesi.

Nunzia Catalfo ha quindi spiegato che in questa fase di emergenza l’Inps ha dovuto trattare prestazioni eccezionali per 11 milioni di cittadini lavoratori.

Allo studio, ancora, una semplificazione per gli ammortizzatori sociali che dovrebbe portare una riduzione dei tempi di erogazione.

Prevista ancora “una semplificazione per le procedure di trasmissione e lavorazione delle domande di Cig” sempre nel decreto Maggio e nuove forme di tutela “per i lavoratori dello sport e dello spettacolo”.

Una serie di misure, dunque, per provare a tutelare una grande fetta di fasce deboli che, per effetti dell’emergenza sanitaria, sta vivendo una situazione economica altrettanto grave.