I ristoratori consegnano le chiavi. Vissani: “Senza aiuti falliremo tutti”.

La crisi economica legata alle misure di contenimento per il coronavirus sta mietendo diverse vittime.
Tra questi certamente anche i ristoratori, che hanno visto le proprie attività chiudere totalmente, con poche prospettive di riapertura. E’ difficile immaginare infatti che, con le misure di sicurezza previste (ad esempio le barriere di plexiglas all’ingresso), ci possa essere un importante afflusso di clienti nei ristoranti.

Tra coloro i quali pagheranno lo scotto più alto vi saranno certamente i ristoranti stellati, meta di migliaia di turisti stranieri che, nelle loro vacanze nel Bel Paese, arricchivano la loro vacanza con veri e propri tour enogastronomici nella rinomata cucina made in Italy. Un mercato, quest’ultimo, totalmente annullato per questa stagione estiva.

Sono decine di migliaia dunque gli operatori colpiti pesantemente da questa situazione, e in tanti stanno provando a far sentire la loro voce con diverse iniziative simboliche per sensibilizzare il Governo a prestare attenzione e aiuti diretti per far fronte alla crisi.

VISSANI CONSEGNA LE CHIAVI DEL RISTORANTE
Tra questi da citare certamente il noto chef Gianfranco Vissani, volto noto della cucina e della televisione italiana, che ha consegnato in modo simbolico le chiavi del proprio ristorante di Baschi al sindaco del comune Umbro, Damiano Bernardini. Insieme a lui altri sette ristoratori locali”.

“Questo virus a volte è meno pericoloso dell’indifferenza –
ha dichiarato Vissani nella lettera consegnata al sindaco– di chi non vuole comprendere le esigenze nazionali e locali di un intero settore in ginocchio”. “Sappiamo che il Governo non ha soldi, ma ci deve ascoltare – ha detto Vissani in un video caricato sui social -. Non dobbiamo leccarci le ferite, dobbiamo essere concreti”.
“Sono tre mesi che siamo chiusi, andiamo per il quarto. Da dove li prendiamo i soldi? Noi siamo
-dichiara con forza- i gioielli d’Italia  qualcosa di meraviglioso, ma non solo noi, tutto l’indotto che è attorno all’accoglienza italiana. Oggi però non dobbiamo leccarci le ferite, dobbiamo essere concreti, chiedere aiuti ben precisi. Ci siamo rotti di questa situazione, mascherine o non mascherine, per piacere, siamo più obiettivi.”

Infine la riflessione sull’eventuale cambio di target da parte di questa tipologia di ristoratori: “Dovremo riguardare un po’ i prezzi, fare una cucina meno sofisticata? Aspettiamo, vediamo, intanto – ha concluso Vissani – diamo un segno positivo alla nostra Italia”.

L’iniziativa di Vissani da seguito e forza alla mobilitazione nazionale di tutto il settore, denominata “Risorgiamo Italia”, che nelle due giornate del 28 e 29 aprile ha programmato una serie di flash mob silenziosi in tutto il Paese, per denunciare la situazione e rendere note le perdite che ad oggi ammonterebbero a ben 34 miliardi di euro, secondo lo studio della Fipe-Confcommercio.