Percepiva il reddito di cittadinanza il ragazzo, oggi uomo, che nel 1991 in provincia di Verona uccise i genitori a colpi di spranga per cercare di ottenere la loro eredità. Il nome è noto nella storia della cronaca nera italiana: Pietro Maso.
A rivelarlo è il settimanale Oggi, secondo il quale la lista in cui compare Maso risalirebbe a fine 2019. Maso però, essendo è stato interdetto “in perpetuo” dai pubblici uffici, potrebbe vedersi sospeso il beneficio. Secondo le norme vigenti però gli unici condannati a non poter beneficiare di “pensioni, assegni e stipendi a carico dello Stato” risultano essere quelli che hanno precedenti penali per reati legati alla criminalità organizzata, al terrorismo o per truffa ai danni dello Stato.
Pietro Maso è libero da circa cinque anni e non rientra in nessuna di queste categorie. L’interdizione dai pubblici uffici “in perpetuo” però, potrebbe metterlo nella condizione di sospensione, come conferma il suo avvocato Marco De Giorgio.

Il legale (non è stato lui a seguire la pratica del reddito di cittadinanza), ritiene che il sussidio, se concesso in passato, potrebbe essergli stato sospeso proprio per la gravità della sua vicenda giudiziaria.
De Giorgio, spiega un articolo tgcom24, si limita a sottolineare che, perché sia perseguito penalmente, si dovrebbe dimostrare la malafede del suo assistito che, invece, potrebbe non essere stato a conoscenza delle limitazioni alla concessione.