Caccia ai furbi delle pensioni: cosa fanno Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate

Caccia ai furbi delle pensioni! Sono sempre di più, come le cronache raccontano da anni, gli italiani che giunti alla pensione decidono di guardare al proprio invecchiamento in un altro paese. Di solito succede per motivi di tassazione.

Caccia ai furbi delle pensioni: ci sono casi di furbetti che decidono di stabilire la propria residenza altrove, pur continuando ad abitare in Italia. E qui entrano in gioco Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate.

Il meccanismo lo spiega un articolo del Giornale del 22 Agosto. Le persone che si iscrivono all’AIRE finiscono in una lista dedicata di persone soggette a controlli sia degli uffici immigrazione degli Stati stranieri sia da parte delle autorità italiane.

L’Agenzia delle entrate, spiega Il Giornale, acquisisce dal Paese ospitante tutte le informazioni utili per incrociarle con quelle reperibili all’anagrafe tributaria italiana.

Caccia ai furbi delle pensioni

Va da sè che incrociando i dati, anche solo firmare un contratto telefonico può far nascere sospetti. Per non parlare del caso di ricoveri in Italia.

I motivi della scelta

I motivi sono oramai noti: le tasse. Come riportato da IlGiornale.it, la Grecia, ad esempio “ha stabilito una “tassa secca del 7% sui redditi dei pensionati che trasferiranno la residenza fiscale per 10 anni nel paese ellenico”.

Fino a qualche anno fa la meta preferita degli italiani era invece il Portogallo grazie all’esenzione per i redditi percepiti all’estero per una durata di dieci anni. Recentemente invece il governo ha stabilito una tassazione del 10%.

Ricevi gratuitamente e direttamente sulla tua casella di posta elettronica aggiornamenti sul mondo delle Forze dell’Ordine, Video, Consigli e info su Concorsi nelle Forze Armate